Genny Lembo – Stati d’Animo
Quel momento che tutti noi attendiamo, chi un lavoro, chi una dichiarazione, chi una promozione, il ritorno di un’amico, quel viaggio desiderato… arriverà. Quel maledettissimo momento arriverà.
Quel momento che tutti noi attendiamo, chi un lavoro, chi una dichiarazione, chi una promozione, il ritorno di un’amico, quel viaggio desiderato… arriverà. Quel maledettissimo momento arriverà.
Preferisco essere odiata per ciò che sono e non amata per ciò che vogliono che sia.
Ho l’autunno in testa. Il cuore secco, i seni senza gemme. Dritta, a dar le spalle al mondo, ché davanti agli occhi voglio solo il cemento del muro che fa da ostacolo a tutti. E me ne sto con i colori caldi che sanno di terra e di radici troppo spesse per andar bene alle nuvole che stanno così in alto a librarsi tra l’ineffabile ed il futile e con i pezzi di cielo incastrati a dare il senso della sospensione. E me ne sto faccia al muro, in castigo per le colpe che mi fanno da drappo logoro, ma appiccicato come seconda pelle, come cucito con un’imbastitura rozza e di pessima sartoria.
Sono libera di esprimere i miei giudizi come tutti, se a qualcuno non va bene può anche evitare di dirmi le cose se quello che vuol sentirsi dire è diverso da ciò che penso.
Il dolore nasce dal fatto che noi lo sentiamo. Se lo ignoriamo, lo annientiamo, non esiste.
Voglio ricordarvi fino a alla fine, nel profumo dei guanti bagnati di neve, nel rumore dei passi sul pavimento e nei ricami antichi di questa coperta in cui forse mi avete cullato. Ve ne siete andati tutti prima di me e mi mancate tanto.
Ogni pensiero è un viaggio verso l’inferno o il paradiso. Quei pensieri viaggiano veloci senza ritorno.