Georg Christoph Lichtenberg – Libri
Ci sono molti uomini che leggono per non dover pensare.
Ci sono molti uomini che leggono per non dover pensare.
Sono meglio cento crude verità che un solo dubbio atroce.
Lo scrittore è come un segugio che scava per portare alla luce qualcosa nascosto in profondità. Mentre il cane si serve delle zampe per esplorare il terreno, lo scrittore si fionda nel baratro emozionale della propria interiorità. Il risultato non cambia: in entrambi i casi, si entra in contatto con una realtà preesistente e sconosciuta.
Un libro deve procurare le ferite, deve allargarle. Un libro deve essere pericoloso.
Niente è indegno se il fine è degno.
Nel fondo della sua anima, Emma aspettava che qualche cosa accadesse. Come i marinai in pericolo, volgeva gli occhi disperata sulla solitudine della sua vita e cercava, lontano, una vela bianca tra le brume dell’orizzonte. Non sapeva che cosa l’aspettasse, quale vento avrebbe spinto quelle vele fino a lei, su quale riva l’avrebbe portata, né sapeva se sarebbe stata una scialuppa o un vascello a tre ponti, carico di angoscie o pieno di felicità fino ai bordi.
“Si” continuò “per te valgo meno del tuo Ermes d’avorio o del tuo fauno d’argento: quelli ti piaceranno sempre, ma fino a quando io ti piacerò? Probabilmente fino al giorno in cui avrò la prima ruga. Adesso capisco che perdendo la bellezza, quale essa sia, si perde tutto: ecco quello che mi ha insegnato il tuo ritratto. Lord Enrico Wotton ha perfettamente ragione, la gioventù è l’unica cosa che meriti di essere posseduta. Quando mi accorgerò di invecchiare mi ucciderò”. […] “Questa è opera tua Enrico” disse il pittore amaramente. Lord Enrico si strinse nelle spalle: “Questo è il vero Dorian Gray, tutto qua”.