Giacomo Leopardi – Filosofia
Così tra questa immensità s’annega il pensier mio: e il naufragar m’è dolce in questo mare.
Così tra questa immensità s’annega il pensier mio: e il naufragar m’è dolce in questo mare.
L’origine della vita è il dilemma del filosofo.
Se il difensore pensa a diventare felice in modo da non poter essere più un difensore, se non si accontenta di questa vita così equilibrata e sicura, ottima come noi diciamo, se si lascia prendere da una stolta e puerile opinione sulla felicità, che lo spinga, in virtù del suo potere, a volere tutto ciò che v’è nello Stato, riterrà veramente saggio Esiodo, quando affermava che la metà è in certo modo più dell’intero.
Dal male non si sviluppa il bene, né con buone, né con cattive intenzioni. Il sopruso inflitto indica un’apparenza di giustizia, e la mostra per quello che è veramente, manifestando le vere intenzioni, segnando indelebilmente il potere nel tempo soffocato dal nepotismo, nella dittatura occultata dalla morte, e da false credenze, espedienti per costruire il regno dissennato e corrotto.
E quando pensi che sia finita, è proprio allora che comincia la salita.
La speranza come l’amore sono la pelle della vita… senza si è nudi e indifesi!
La noia è il desiderio della felicità, lasciato, per così dir, puro.