Paul Mehis – Filosofia
Niente può cambiare ciò che siamo: nessun dialogo, nessuna lettura, nessuno spettacolo naturale.Ma tutto ci può rendere sempre più coscienti dell’infinità del nostro essere!
Niente può cambiare ciò che siamo: nessun dialogo, nessuna lettura, nessuno spettacolo naturale.Ma tutto ci può rendere sempre più coscienti dell’infinità del nostro essere!
Stolto è colui che vive in perenne affanno alla ricerca della gloria, saggio colui che aspetta.
La maggior parte degli uomini sono filosofi in quanto operano praticamente e nel loro pratico operare è contenuta implicitamente una concezione del mondo, una filosofia.
Proibirci alcunché vuol dire farcene venire voglia.
Impariamo molto di più dai nostri silenzi che dalle parole degli altri.
Come quasi tutti gli ex-marxisti della mia generazione, ero un neofita del liberalismo, e nel mio entusiasmo semplicistico e ignorante lo usavo come una mazza. In sostanza, non facevo altro che adoperare il liberalismo per semplificare indebitamente la realtà, più o meno come si faceva pochi anni prima usando il marxismo. Rimaneva invariato l’atteggiamento psicologico, la presunzione semplificante. Avevo cambiato le mie idee per rimanere identico a me stesso. Di fronte alla richiesta di occuparsi seriamente e concretamente dei problemi delle donne, degli omosessuali, della gente scura di pelle, l’importante era disporre di un’elegante via di scampo. Non era poi così essenziale che, mentre anni prima la scappatoia era l’appello alla lotta di classe e a una perfetta rivoluzione, negli anni ottanta, con la crisi del marxismo, si fosse resa disponibile un’altra chiave universale: l’assolutezza dei criteri formali di uguaglianza. La sicumera rimaneva identica a se stessa.
Il male ricavato dal bene dato, può cambiare le azioni in un perfetto contrario che a sua volta, non porterà giustizia. Perché mai si ricaverà del bene, facendo del male, anche se proprio questo credere o prima o poi, dal male ricavato, male vorrai fare portandone le macabre conseguenze.