Giampiero Ferrante – Uomini & Donne
Una donna è simile ad un libro, non importa se la copertina è bella o brutta, è quello scritto al suo interno che dà valore alla sua esteriorità.
Una donna è simile ad un libro, non importa se la copertina è bella o brutta, è quello scritto al suo interno che dà valore alla sua esteriorità.
“Tu sei mia”, “io sono tuo”. Pronomi e aggettivi (p)ossessivi nella grammatica sentimentale sono da penna rossa. Da sempre li identifico con il potere di fatto su una cosa. Una cosa, comprendi? Temo chi crede di poter possedere un altro essere umano, anche perché due entità corrono più rapidamente se libere nella stessa direzione, anziché una legata all’altra da reciproche catene.
Lei: “riesci sempre a vedere in me la perfezione. Sei incredibile!” Lui: “è come dire al sole che è imperfetto. Impossibile!”
Io spero che tutto quello che ho ricevuto gli venga restituito.
Amo le donne perché sono materne anche a cinque anni, sensuali anche a tre, erotiche anche a settanta, civette anche a ottanta. E la loro attività preferita – siano segretarie o ingegneri, casalinghe o impiegate -, la vera grande attività che svolgono perfino quando dormono, è amare.
Perché essere donna non significa indossare un paio di scarpe con i tacchi altissimi per sentirsi più importanti o essere accompagnate da una borsa nei momenti di malinconia.
Immagino il cuore di una donna come una roccaforte tra le più protette dall’anima. Un’anima che combatte contro una vastità di eserciti, pronti a colpire e travolgere le difese protettive, saccheggiando e smantellando dolore e sofferenza, bruciando ricordi e delusioni, fino a raggiungere e conquistare tutto ciò che è al suo interno, per trasformarlo in Amore.