Gianluca Frangella – Figli e bambini
Se solo sapessimo diventare adulti con l’ingenuità dei bambini, ci risparmieremmo molte amare delusioni e saremmo tutti più buoni.
Se solo sapessimo diventare adulti con l’ingenuità dei bambini, ci risparmieremmo molte amare delusioni e saremmo tutti più buoni.
Un bimbo appena nato dorme sulla schiena del passato.
I fanciulli trovano il tutto nel nulla, gli adulti il nulla nel tutto.
Un figlio, diventa il punto di forza di un’intera famiglia.
Basta niente, in questo periodo, per farmelo tornare in mente. Non fa che insinuarsi tra i miei pensieri, anche la notte, schiacciato come un fiore appassito fra le immagini di Hanna ed Emmeline e Riverton: il mio nipotino. Fuori del tempo e fuori posto. In certi momenti è il bimbo di tanti anni fa, con la pelle tenera e gli occhi sgranati, subito dopo l’uomo che è oggi, svuotato dall’amore perduto. Vorrei rivedere il suo volto. Toccarlo. Il suo bel volto, cesellato, come ogni altro volto, dall’abile mano della storia. Decorato dal colore dei suoi avi, da un passato che conosce appena. Un giorno tornerà, su questo non ho dubbi, perché la casa è una calamita capace di risucchiare anche il più sbandato dei figli, ma non so se sarà domani o fra anni.
Nelle mie mani ho raccolto i fiori sbocciati nel giardino del tuo ventre.
Ogni bambino cerca un po’ di quell’uomo che sarà, ogni uomo cercherà un po’ di quel bambino che è stato, nell’illusione che un giorno forse la vita si potrà vivere solo al centro, là dove il sole e la luna smetteranno di rincorrersi.