Gianluca Menegazzo – Angelo
Ovunque i miei occhi possano guardare posso solo apprezzare o mio dolce angelo, la costanza del tuo essermi vicino, e donarmi ogni giorno la voglia di essere il tuo preferito!
Ovunque i miei occhi possano guardare posso solo apprezzare o mio dolce angelo, la costanza del tuo essermi vicino, e donarmi ogni giorno la voglia di essere il tuo preferito!
Cosa sono i brividi? Il tocco d’ali d’angelo? Discutibile… Però io mi preoccuperei di più di quale angelo, se quello custode o quello della morte.
La risposta all’azione incosciente viene dal profondo, va ricercata nella motivazione, nel vissuto, nelle aspettative e nelle delusioni passate, soprattutto quando le delusioni si prospettano nel futuro.
Signore, hai dato le ali agli angeli, affinché siano sempre lontani.
Non c’è bisogno di guardare in cielo per scorgere un angelo, basta osservare il sorriso…
Mi capita spesso di guardare il cielo e pensare, chissà se tu da lassù mi stai guardando, chissà se vedi tutti i miei errori, i miei dolori, le mie gioie, chissà se soffri assieme a me. Una cosa è certa: nella mia illusione so che tu sei il mio angelo, la tua presenza, anche se non carnale, è viva dentro me e questo mi fa andare avanti nei miei mille perché di questa vita assurda e meschina.
Cosa sono gli angeli per noi anime devastate dal destino che non abbiamo mai visto l’amore accovacciarsi sulle vie dell’infinito.