Gigliola Perin – Stati d’Animo
Accolgo parole che soffiano nel vento. Sento che penetrano il cuore, ed in loro scopro il sussurro del tuo silenzio.
Accolgo parole che soffiano nel vento. Sento che penetrano il cuore, ed in loro scopro il sussurro del tuo silenzio.
Ci sono angoli della tua mente, che non mi appartengono. Lati e pareti, tra cattedrali e obelischi. Porte inaccessibili contro cui scagliare la mia rabbia, nella tenue, vana, speranza di accedervi. Muri invalicabili, che per quanto io mi danni, non si abbatteranno gridandovi contro. Tra strade senza meta, e deserti infiniti, di illusori compiacimenti mi riempio l’esistenza. Padrone del tempo, scruto il futuro, già ben tracciato a dire il vero, il tuo volto va scomparendo, ma stavolta nulla verrà a sostituirlo. Tra bandiere straniere, e statue illustri, la mia fama mi precede. Un altro pezzetto di me se ne va, lasciandomi sempre più solo, nascondendosi nella tua mente, in uno dei suoi angoli ancora non reclamati, senza clamori apparenti.
È come trovarsi in una galleria dove i pochi autentici risaltano sulle tante copie…
Mi piace quel che non dici dolce tramonto, fatto di sogni, e tu vento che con brezza leggera, accarezzi la mia solitudine, mentre ne avvolgi l’anima mia, facendoti spazio quasi prepotente ti posi con delicatezza sul battito del mio cuore ormai spento, e, sussurrando dici: è ora, ora d’innamorarsi di nuovo!
Sono un vulcano addormentato, non svegliatemi.
Chissà se sia meglio essere ciò che sembriamo o semplicemente, sembrare ciò che siamo.
Il freddo pungente che trafigge il mio corpo si confonde col freddo che trafigge il mio cuore infranto.