Anna Cosentino – Stati d’Animo
Ti credevo diverso. Ti credevo sensibile, affabile ti credevo unico, ti credevo diverso dagli altri, ma ho capito che sei diverso da come ti credevo io.
Ti credevo diverso. Ti credevo sensibile, affabile ti credevo unico, ti credevo diverso dagli altri, ma ho capito che sei diverso da come ti credevo io.
Gli altri li sopporto pazientemente, è la pazienza per tollerare me stessa che mi manca! Non mi sopporto più!
Nuotando tra idee e riflessioni affido all’inchiostro apnee e ossigeno di emozioni.
Stanca, delusa, amareggiata, ferita. Eh sì, Tutto questo e tanto altro, ma nonostante tutto, non ho nessunissima intenzione di mollare. Perche sono certa e credo fermamente che dopo la tempesta arriva sempre il sole!
Il male della depravazione svigorisce la convulsione di una debole ribellione e mortifica ogni senso. Fine dolosa la rassegnazione, oltre il confine l’assenza. Pensare il malessere significa essere il male, o comprenderlo bene.
Chi può davvero dire dov’è il limite tra genio e follia? Non considerarti folle solo perché altri te lo dicono, se dentro di te senti la forza lampante e sconvolgente della genialità che ti attraversa… considera te stesso un geniale genio, ricoperto da un po’ di polvere divina che gli altri non vedono, e sentiti padrone di qualcosa di unico… te stesso.
Sono così, sottomessa ai miei pensieri nascosti, smarrita dentro me stessa.