Giorgio De Luca – Stati d’Animo
Lascia che a cullare la solitudine siano dolci carezze di vento e soavi melodie di usignoli.
Lascia che a cullare la solitudine siano dolci carezze di vento e soavi melodie di usignoli.
Quei miei passi solitari ma pieni, accompagnati e scanditi dai battiti dei cuori di tutte le persone che avevo incontrato.
Ho incatenato la mia anima ad una vita che non m’appartiene. Ho condiviso lacrime e pene con la solitudine della notte. Ho varcato la soglia dell’indifferenza mentre il mondo precipitava in un oblio senza scampo. Ho sentito il cuore gelare ad ogni suo tocco. Ed ora ciò che mi circonda ha il sapore del vuoto.
Volevo solo un pezzettino di cielo per me.
Cosa posso farci se mi amo così come sono. Cosa posso farci se non mi va di cambiare per accontentare chi non condivide il mio modo di essere. Lo so, non sono tipo facile, ho le mie manie, i miei limiti. Sono testarda, impulsiva, ma nessuno è perfetto. Chi non ha dei difetti!? Amo essere così perché so che dentro ogni mio atteggiamento si nasconde la vera “me” e non fingo mai. Ne per necessità, ne per comodità. Preferisco non piacere che essere apprezzata per ciò che potrei essere in una necessità del momento.
Ho sentito voci, suoni, di un’infinità di persone, ma per le decisioni più importanti, ho chiesto aiuto al cuore, e lui mi ha rigenerato.
Non importa come andrà finire, non mi interessa più, perché comunque vada io ci sono.