Giorgio Gaber – Stati d’Animo
Io se fossi Dio non sarei così coglione da credere solo ai palpiti del Cuore, o agli alambicchi della Ragione.
Io se fossi Dio non sarei così coglione da credere solo ai palpiti del Cuore, o agli alambicchi della Ragione.
Bisogna tracciare i sentieri della nostra vita e lasciare dietro di noi emozioni che non svaniscano mai. Segnare con sentimenti reali e forti quello che ci attraversa l’anima per non dimenticare il senso del nostro vissuto.
Il suo sguardo sembrava sfumarsi nel nulla, come dopo i compleanni quando tutti vanno via, e tu da solo devi buttar via i resti… Così sembrava lui: una tovaglia macchiata di panna, una trombetta sfinita dal suono, un palloncino fatto a pezzi sparsi per terra, un ammasso di polvere e briciole che tutti formano piano piano… Nei suoi occhi vedevo solo una festa finita.
Aprendo gli occhi al mattino a volte mi sento niente, ho solo il brillante sentimento di non essere qui!
Hanno sorrisi stampati sulla faccia, come a dimostrare felicità e serenità perenni. Ma non è necessario dimostrare niente. O si è felici o si è infelici. O si alterna felicità ad infelicità. Come tutti gli esseri umani il sorriso finto non convince, il sorriso finto non è convincente, neanche per voi stessi. Siate umani non fate i super eroi che poi, questi super eroi, neanche esistono.
Gli occhi di colui che ha pianto tanto nel momento del dolore sono lacrime di un uomo forte.
Adoro ritrovarmi negli occhi del prossimo come fossero cielo, accogliere gli sguardi come fossero carezze, vivere le parole come fossero abbracci. Se siamo su questa terra è perché ci appartiene e ci apparteniamo. Si, su questa terra – almeno credo – ci ritroviamo.