Giovanni Canu (lost_dr3amer) – Sogno
Un Sogno è come un’arcobaleno: sai che esiste, ma non puoi toccarlo…
Un Sogno è come un’arcobaleno: sai che esiste, ma non puoi toccarlo…
Adesso che non ho più i miei sogni cosa me ne faccio della realtà.
Primavera infagottata di ultime gocce di pioggia… come sospiri che scacciano il grigio dei pensieri prima di sorridere al ritrovato tepore di sogni.
Molti anni fa sognai Cristo, come viene rappresentato comunemente nelle immagini. Un volto da cui traspariva un odio e una ostilità inimmaginabili. Si diramavano da esso ostilità e morte, dai suoi occhi rivolti verso di me. Io ero molto giovane, ancora nella spensieratezza, non avevo idea chi fosse o da dove provenisse. Il signore della svastica stava di fronte ai miei pensieri con occhi di ghiaccio e fuoco. Mi odiava a tal punto da essere come un’ombra sulla mia vita, che il Bene tuttavia cercava di tenere lontano. Che alla fine riuscisse a ghermirmi, forse era inevitabile. L’istinto di sopravvivenza della terra e delle stelle non può fare più niente, solo impedire che al Male sia concesso di imperversare totalmente per diventare il padrone di tutta la vita oltre questo cielo, annientandola. Non per moralità inopportuna, ma per verità matematica, che gli angeli stessi usano e di cui dispongono.
I sogni si sono evoluti, diventando necessità.
È dolce sprofondare dentro le nuvole per poter toccare le ali degli angeli e sognare con loro.
È necessario non arrendersi ai sogni, ma a realizzarli.