Giovanni Govoni – Silenzio
Con le parole si vuole cambiare gli altri. Nel silenzio si cambia se stessi.
Con le parole si vuole cambiare gli altri. Nel silenzio si cambia se stessi.
Ho parlato troppe volte a vuoto, che adesso ferisco spesso il silenzio.
Il silenzio racchiude in se tutte le risposte.
A te lascio la ragione, io mi tengo l’emozione.
Lungo è il silenzio che gela il suono di una frase molto temuta o molto agognata, nel bene e nel male, mentre il cervello tace e il corpo si paralizza, non si muovono i piedi, non si muovono i piedi, non si muovono le braccia, non si muove la testa e nemmeno la lingua: non batte che il cuore.
Cos’è il silenzio. Forse l’idea muta che si sollazza di rassegnazione nell’io. È forse luogo temporale ove l’anima ascolta solo se stessa. Oppure piacevole andamento di pacatezza silente ritrovata dopo frastuoni di eventi, talvolta cercata, cullata da molti. Ma perché capita che, invece, in taluni diviene macigno posto a chiudere gli occhi anche a sogni che guardano oltre, che li frantuma, negando visibile così ogni panorama soleggiato di sensazioni. Il silenzio è spesso rumoroso d’effetti dolenti quando vi si riflette l’abbandono della voglia di vivere e non capacita nessuna mente a sentirsi libera da pericolosi incombenti pensieri di resa! Il silenzio non confronta alternative, a volte!
Ho sprecato troppo tempo per persone che non arrivavano mai.