Giovanni Locci – Vita
Se tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Beh, allora imbarcati.
Se tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Beh, allora imbarcati.
La vita non è di chi piange e si arrabbia ma di chi sorride mentre muore.
Senza saperlo e senza volerlo, la vita ci mette nella strada che il destino ha deciso per noi.
Ogni giorno rappresenta un pezzetto del puzzle che è la nostra vita. Solo quando sarà compiuto sarà possibile tirarne le fila. Fino ad allora saranno solo strade, tutte diverse tra loro, con ognuna una differente destinazione. Sarebbe bello poter giocare con quei fili all’infinito per realizzare un presente a piacere, come si guarnisce una pizza, o si tinge una tela. Essere quindi architetti del mondo, muovendo tra le dita i fili di ogni burattino che lo abita. Ma questi sono solo pensieri…
Il contadino deve rimanere fedele alla terra, dev’essere orgoglioso di essere contadino, fiero di lavorare il suo campo.
La mia esistenza è come le montagne russe – sì, la vita è un gioco forte e allucinante, la vita è lanciarsi con il paracadute, è rischiare, è cadere e rialzarsi, è alpinismo, è voler raggiungere la vetta di se stessi, e ritrovarsi insoddisfatti e angosciati quando non ci si riesce.
La nostra vita è affiancata da persone e da presenze: le prime la popolano, le seconde la riempiono.