Giovanni Locci – Vita
Camminando impari a cadere.
Camminando impari a cadere.
Arrivi con impeto, senza permesso; riemergendo d’improvviso in una memoria lasciata altrove, in notti silenti di una terra annientata e fucili stanchi; quando quel fastidio nella pancia accompagnava piccole gocce di sudore freddo, e cercava i tuoi occhi, in ogni uomo che avesse barba e scarponi sporchi; eri riparo. Riparo. Perché è istinto; quella cosa, marchiata nel sangue; che ci fa dire “mamma” quando uno spasmo coglie impreparati. Mamma come Dio, o Padre come cielo; o chissà cos’altro. Una voglia di intimità con se stessi. Come la Fede; come un plaid col quale avvolgersi, quanto basta per sentirsi al sicuro; dove è sufficiente che lo sguardo fissi terra o cielo, e lasciar parlare quel che siamo; e arriva quel desiderio di carezze da mani buone, paterne, più forte di qualunque vento. E oggi lo sguardo è altrove; guarda rive bagnarsi e ne ascolta il rumore. Osserva piccole gambe che corrono e piccole mani che cercano. È vita che cresce. Mi lascio trovare; avvolgere, come quel plaid. E voglio fare un po’ di posto anche a te. Un modo come un’altro per perdonarsi; per assolverti. Tu ora sei suo; e Lei non assolve mai nessuno; ma prova ad accompagnarmi lo stesso. E tutte le volte che Vita mi guarderà e la sua mano mi cercherà, Io ti perdonerò.
Piovono sul tetto di una casa disabitatafitte gocce di abbandonocome sui giorni orfanidimenticati dal sole.Piove a dirotto e ingrossa il fiumeche trascina i corpi delusidi identità smarrite.Piove invano sulle ormedi ricordi indelebilipiove su strade sconosciuteche portano chissà dovepiove sulle mie parole stanche, zuppe di nostalgia.
Puoi dimenticare una strada, un appuntamento ma non le persone che in qualche modo hanno segnato la tua vita.
La vita non è un qualcosa che puoi riporre ad aspettare che tu sia pronto. La vita non aspetta niente e nessuno. Non calcola i tuoi tempi, i tuoi momenti, le tue paure e incertezze. La vita passa e spesso corre. Va di fretta con i suoi casini, i suoi treni sbagliati, i suoi incastri perfetti e mai indovinati. Lei non teme che tu non possa farcela, e se tu temi che lei possa distruggerti sei fregato già in partenza. Non temere, vivi e se ti fai male rialzati, ma non fermarti perché lei come ho già detto non aspetta nessuno!
Rimpiangere qualcosa non è mai il primo passo per aprire le porte al futuro.
Tutto nasce puro, siamo noi poi a sporcarlo.