Giovanni Soriano – Scienza e tecnologia
La solitudine, oggi, è un cellulare che non squilla mai.
La solitudine, oggi, è un cellulare che non squilla mai.
La scienza sposa la tecnologia e l’una non può far a meno dell’altra; la scienza apre nuovi orizzonti di conoscenza, la tecnologia aiuta l’uomo a perfezionarla o a distruggerla.
Qualsiasi hard disk sulla terra, è una sorta di piccolo universo.
È uno che parla come mangia: tanto.
L’universo è un immenso organismo vivente, la storia è la sua linfa, i mattoni della strada. Se ci fosse una zona in cui si sono sviluppate delle cellule cancerose di solito la cura è una sola, la chemioterapia, che si potrebbe paragonare ad una guerra. Dolorosa, crudele, insensata in quei termini di distruggere i cattivi insieme ai buoni, ma l’unica via. Se si evita, quella zona infetta crescerà fino alla morte di tutto il corpo, in questo caso il cosmo. E quando succederà che l’uomo raggiungerà le stelle e conoscerà altre razze, perché è una questione di tempo, porterà questa zona infetta con sé, estendendo le cellule malate, che si credono sane, inglobando quelle sane, che giudicheranno malate per poi infettarle. Anche se sarà una zona circostritta paragonata all’universo, milioni o forse miliardi di anni luce, il corpo intero morirà. Insieme all’infezione, ma anche a quelle zone pulite, usate per moltiplicare il male e migliorarne le apparenze. Quando tutto si sarà spento, e niente resterà per ricrearlo, nel nulla contrario al costruire, forse una ragione ci sarà. L’estinzione di un organismo nato dalla morte, è il risultato di quelle fredde leggi matematiche che girano e poi si ripetono obbedendo sempre al loro principio, mutano la vita ma mai loro stesse. Tutto ne è regolato, anche chi crede di evitarle ne è guidato, più degli altri, o di chi pensa di sfuggire al proprio male e al destino indossando il bene di un altro. Lascio volentieri il tentativo ad altri, nel loro menù a causa di un desiderio spirituale di… cannarsi.
Lo scienziato trova la sua ricompensa in ciò che Henri Poincarè chiama la gioia della comprensione, e non nelle possibilità applicative delle sue scoperte.
E la causa delle tua morte, qual è stata?Quasi certamente sono morta di leucemia, probabilmente dovuta alla continua ed estrema esposizione alla radiazioni di polonio e altri materiali radioattivi, durante tutta mia vita.Allora molte cose sui rischi delle sostanze radioattive non le conoscevo ancora.D’altronde per tutta la vita ho manipolato il torio, la pechblenda, il tellirio, il polonio, il radio. Me la sono cercata, ma non me la sono voluta.