Giulio Pintus – Acqua
Infondo è per pochi.
Infondo è per pochi.
Mi ero convinto, in quella notte d’estate, di aver scritto qualcosa di buono. Mi pareva d’essere arrivato ad un punto conclusivo inconfutabile, un traguardo logico di conoscenza dell’uomo, dei suoi bisogni, dei suoi desideri. Mi sembrava quasi di conoscere tali verità da sempre, come se fossero palesi e semplici e che fossero state, fino a quella notte di ginepri e zanzare, sempre là, appena celate da un velo di superficialità e distrazione, pronte e desiderose d’essere scorte dalla meticolosa e cieca ricerca del caso.E rimanevo dell’idea, mentre rileggevo il tutto, che ero stato davvero bravo e fortunato ad essere arrivato fino a quel punto del pensiero, ma più mi raccontavo questa storia più era chiaro che io non ero arrivato in nessun punto, poiché, in realtà, era il pensiero stesso quel punto. E, se nell’universo, vi sono miliardi di punti, vi debbono essere altrettanti punti conclusivi, e dunque non avevo scritto nulla di, poi, così eccezionale: avevo solo impresso su un foglio niente più che un punto, in una torrida notte di ginepri e zanzare. Ah, punto!
Fantasia… galleggiamo in un lago, in un mare, in un oceano di fantasia… la realtà?…
È strano che “il Serpente” voglia bruciare quel libro. Non sa, forse, che il fuoco…
Dell’odio è la purezza ad abbagliare, a farci credere che possa essere amore. Ma solo un mezzo amore può lasciare spazio all’odio. L’amore è unità indivisibile.
Non voglio rimanere della mia idea, anche perché io non ho idee o pensieri stabili. È questa la mia idea.
Si continua a percorrere la medesima strada, nella convinzione che un giorno, questa, ci condurrà…