Giuseppe Caputo – Ricordi
Ci sono momenti che chiudiamo nell’armadio dei ricordi per non indossarli mai più.
Ci sono momenti che chiudiamo nell’armadio dei ricordi per non indossarli mai più.
Scrivi sulle pagine del libro della tua vita le giornate più spensierate ed allegre, fissale con il segnalibro tra i ricordi.
Mi chiedo se è meglio svegliarsi delusi per l’illusione di un sogno o addormentarsi speranzosi di riviverlo ancora.
Non importa chi fosse mio padre; importa ciò che mi ricordo che fosse.
Mi è così difficile, sognare. Il Natale si avvicina, già per strada si accendono le luci, nelle case ardono i camini, nei cuori brilla una scintilla. Mi è così difficile, pensare. Ricordo il profumo di incenso, la sottile striscia di fumo, il chiarore delle candele. I tuoi occhi chiari, ambrati dalla flebile luce della fiamma. I tuoi occhi chiari, caldi di amore. I tuoi occhi chiari, scuriti dal desiderio. No, non riesco. Mi è così difficile, ricordare. È troppo doloroso, troppo dolce, troppo intenso. I pensieri si annebbiano, gli occhi si accecano, colmi di lacrime. E va bene così. Rimango al buio, da sola. Mi autopunisco come posso, mentre rimango al buio, da sola.
Più ti guardi indietro meno vai avanti, impara a sognare e ricordare che non c’è cosa più bella della speranza.
Si può essere più felici nel presente, cancellando i ricordi felici di un passato ormai perso.