Giuseppe Catalfamo – Abuso
Quando un maschietto apostrofa una signorina con l’epiteto “zoccola” è certo che lei a lui non l’ha mai data… e neanche prestata.
Quando un maschietto apostrofa una signorina con l’epiteto “zoccola” è certo che lei a lui non l’ha mai data… e neanche prestata.
Chi deve usare gli errori altrui per valorizzarsi non ha conquistato nulla nella vita.
Si è perso e non so dove sia…Leggendo per caso qua e là tra un blog e l’altroeccolele mie parolecopia e incolla e il gioco è fattoda qui a lì…in un balenoChe qualcuno condivida il mio pensieromi rende fierama mi ferisce vedereassociato un nome diverso dal mio a quelle frasiSi è perso e non lo trovo…e tutti quei commenti…e il grazie fiero dell’inseritore…come se fosse scaturito tutto dal suo genio poeticoe non dalla combinazione perfetta di quattro semplici tasti…si è perso o forse mi sto solo illudendo che esista…eccomi… sono io Valeria…una povera sconosciutain cerca di diritto d’autore.
Non mostrò di aver sentito il grido, ancora piuttosto forte e razionale, che saliva echeggiando dal fondo del pozzo: “La-preego”.
Alla fine bisogna pur chiudere la porta perché chi desidera entrare dovrà pur bussare.
Ma se noi non temessimo la vita più della morte, potremmo giustificare un abuso?
L’inganno delle belle parole è l’inganno che fai a te stesso!