Giuseppe Catalfamo – Desiderio
Desiderare la “Grande Amicizia” è un anta.Desiderare il “Grande Amore” l’altra anta.Il “Grande Portone” della solitudine.
Desiderare la “Grande Amicizia” è un anta.Desiderare il “Grande Amore” l’altra anta.Il “Grande Portone” della solitudine.
Se qualcuno dice che ti ama probabilmente compensa il suo “es”. Il vero amore non ha bisogno di parole ridondanti di echi silenziosi e monotoni.
Non bisogna ne perdere e ne lasciare il cammino di ciò che si desidera.
Vorrei un paio d’ali, per poter spiccare il volo quando ne ho bisogno,quando l’aria diventa pesante e non ce la fai a sopportare la gente.
Non so se restare sveglio a pensarti, o addormentarmi nella speranza di sognarti!
A te affido i miei sospiri, a te le mie speranze e i miei intimi desideri.Sei carne per la mia insaziabile bocca, amante per il mio cuore agitato.Tutto di te voglio, tutto.Mia bellissima complice… e forse ancor non mi basta.
Se nel nostro tempo un falegname trentenne si professasse il Messia, come d’altronde gli Avventisti del settimo Giorno auspicano, andasse in piazza, ci dicesse parole d’amore, narrasse novelle, indicasse una nuova vita di povertà volta al bene spirituale, volesse che lo seguissimo diventando pescatori di anime e in ultimo impeto di vocazione divina si facesse crocifiggere dicendo che è per la nostra salvezza… Bhè, non v’è la pallida titubanza che sarebbe considerato un emerito imbecille.