Giuseppe Catalfamo – Dillo in sei parole
La storia non ha mai insegnato.
La storia non ha mai insegnato.
La felicità nasce dal dolore mangiato.
La superiorità di chi sa perdonare.
Quasi tutti gli Inni nazionali auspicano “Libertà”.Se prima d’ogni cosa tutti i Paesi s’imponessero di non rompere la minchia al prossimo facile non ci sarebbe bisogno d’invocarla.
Spada e bilancia dal medioevo ad oggi sono i simboli che maggiormente rappresentano la giustizia.La spada è brandita dalla donna bendata, la bilancia usata come pusher.
Un decalogo della donna.1) Un encomio con applauso in standing ovation perché siamo tutti loro figli.2) L’intelligenza femminea è da ritenersi superiore perché non finalizzata all’arrivismo e al prevaricante omicidio.3) Finge dei mal di testa per tenera educazione nel non infierire nell’essere inferiore sessualmente.4) Decide sempre come e quando, con chi dividere il talamo (o varie ed eventuali) facendo credere l’esatto contrario o d’essere non in grado d’intendere.5) Non ha bisogno di particolari attenzioni, a parte: ascoltarla sempre, complimentarla spesso e rendere ogni giorno diverso finalizzandolo al suo ego6) Gli esemplari in minigonna, autoreggenti e décolleté ariosi sono senza dubbio appagate dall’ego esibizionista e vanitoso. La donna che fa immaginare intravedendo se la vive più sicura e serena.7) Non esistono donne brutte, solo uomini distratti. Al limite per stimolare l’attenzione latente e carpire sfuggenti sfumature occorre della vodka.8) La donna non tradisce mai, lascia. Se non può lasciare non è tradimento.9) Se sei geloso penserà che non hai fiducia in lei. Se non sei geloso sarà sicura che non l’ami.10) A parte il punto 1 tutto ciò citato sopra è vero come i suoi esatti contrari.
Amato “stivale italico” ricorda sempre che fu il Magico Grifone Genoano a metterti gli scarpini.