Giuseppe Cepparulo – Tristezza
Bisogna essere felici solo quando lo sono gli altri.
Bisogna essere felici solo quando lo sono gli altri.
Che c’è? C’è che sono le tre di notte e non ho voglia di spegnere la luce. Non ho voglia di ricominciare a pensare. Non ho voglia di addormentarmi con gli occhi bagnati. Non ho nemmeno voglia di svegliarmi domattina, perché la giornata sarà uguale a questa appena passata. E così scrivo, per cercare di buttar fuori qualcosa che tanto so già di non riuscire a fare. Che c’è? C’è che sono stanca. Stanca di vedere un grosso punto davanti alla mia vita. Così va. Da schifo. Non la spegnerò la luce stanotte!
Nessuno è normale; definire normale qualcuno, significa dare al termine un significato discriminante perché implica il fatto che c’è qualcuno che non lo sia; al contrario, ognuno di noi è “stupefacente”, non normale.
Ora dovrò ricordare senza soffrire.
Anche se, indubbiamente abbiamo gli occhi per vedere…a volte, ci fingiamo ciechi difronte a talune situazioni.La realtà ferisce l’anima, e non siamo mai disposti ad accettarla del tutto…
Dolci amari ricordi che riaffiorano alla mente e gli occhi fissi all’orizzonte che un tempo era anche il tuo, in un tramontodi un giorno che ormai è finito.
Spesso le urla che fanno più male sono quelle pronunciate sottovoce.