Giuseppe Donadei – Cielo
Guardiamo il cielo in attesa di un miracolo, senza accorgerci che il miracolo siamo noi e tutto ciò che sta attorno.
Guardiamo il cielo in attesa di un miracolo, senza accorgerci che il miracolo siamo noi e tutto ciò che sta attorno.
Siamo impastati di terra, di fango e di cielo, ma quando amiamo anche la terra schiude le sue zolle per accogliere il bacio delle lacrime di gioia dal cielo.
Il cielo che separa me e te in questo mondo intollerante presto scomparirà e saremo tutti sotto un’unica grande stella.
Vidi queste cose addentrandomi nella verità. Due corpi stavano copulando sotto uno strano stemma inciso sopra uno scudo, una spirale con due serpenti che si intrecciavano. Anche questi erano nella stessa posizione e si muovevano nella velocità dell’amplesso. Mi avvicinai e vidi Padre Pio che stava sopra Santa Chiara. Aveva il saio tirato su fino alla vita, mentre Chiara era completamente nuda. Andavano su e giù gridando come animali, la barba di p. Pio quasi gocciolava dal sudore. Un serpente bianco strisciava tra i due corpi, come a guardia di quell’incontro osceno. Strisciava tra le gambe del padre e tra le cosce di Chiara. Quando la copula raggiunse il culmine, padre Pio alzò la testa e gridò qualcosa al cielo in tempesta, segno del passaggio dell’Onnipotente. Al di là delle nuvole si udì una voce dire: “Miei diletti, servi del mio Figliolo, come fate bene l’atto di santa moltiplicazione. Mi genererete una prole, ho trovato infatti delle vittime sacrificali perfette per costruire le creature che genererete. Avete visto le due stelle più brillanti nel cielo, il mio re e la mia regina. Un buon massacro genera prole perfetta. E mi ubbidiranno e mi ascolteranno, come non fanno quelli che uccido, sempre pronti a biascicare eresie e false profezie contro di me. Io sono Tutto, vero? Ditelo a papà”. Chiara e Padre Pio ulularono la loro risposta. “Si tutto, tu solo hai potere di morte e vita, tutto ti appartiene e ne fai ciò che vuoi!”. La tempesta tuonò soddisfatta. Quasi si udì oltre le nubi un sibilo, forse una risata, e una forma scura si muoveva dietro le cateratte della sua Nave, un faro a volte puntava la luce alla ricerca di qualcosa da ghermire. Ora, da Padre Pio uscì un liquido giallo urina, che ingravidò santa Chiara. Partorì subito una creatura deforme, con molti denti appuntiti, e stava per divorare coloro che l’avevano generata. Ma subito dalla tempesta, un angelo scese e investì quella cosa di una sostanza brillante, come un vestito dorato. Il nuovo nato si contorse e gemette, cominciando a trasformarsi… in un neonato umano. La pelle rosea del bambino riluceva della sostanza vitale ottenuta dalle vittime delle carneficine. In fondo ai suoi occhi azzurri splendevano già le acque che un giorno avrebbero inghiottito e annegato ogni cosa. O almeno, ci avrebbero provato.
Amica luna, regala il sorriso alle stelle e fai da lanterna ai pescatori con le…
Capirai che il cielo è bello perché in fondo fa da tetto a un mondo pieno di paure e lacrime.
La notte cambia odore ogni ora che passa.