Giuseppe Gioacchino Belli – Vita
L’innocenza cominciò cor prim’omo, e lì rimase.
L’innocenza cominciò cor prim’omo, e lì rimase.
Hai affrontato le tempeste e ne sei uscito vivo. Hai voltato le spalle a chi definivi “Indispensabile”. Hai ricostruito battiti, cuore e mente per ridare una forma dignitosa alla tua anima. Hai affrontato la morte “Interiore” con una classe e una dignità che in pochi hanno. Sei rimasto in piedi e a testa alta anche di fronte a chi ti stava colpendo a morte. Cosa può oggi, farti così tanta paura da non vivere il presente? Forse solo la consapevolezza di cosa sia il dolore, il dolore vero. Quel dolore che ti spacca in mille pezzi, quei pezzi che hai cercato invano di raccogliere e rimettere assieme. Ma grazie a te, alla tua forza oggi quei pezzi sono di nuovo tutti al loro posto. Tu stai bene, sei in piedi, sei forte e soprattutto sei una persona viva. Per tanto a cosa sarebbe servito “Amarti tanto e ritrovarti” se poi decidi di tenere tutto questo per te per paura che si sgretoli di nuovo?
Due mezze vite non fanno una intera, due piene ne fanno una colma.
Non voglio la calma piatta e non cerco neanche la tempesta… mi basta solo che soffi sempre il vento!
Se da un terreno arido può nascere ancora la vita, allora anche un cuore ferito può ancora provare amore, è un miracolo che si rinnova e che da un senso alla nostra esistenza.
Quando leggi un libro, e concludi un capitolo, volgi la tua attenzione subito al seguente, anche se questo libro si chiama “vita”.
Non siamo fatti per chiunque, come le dediche nelle canzoni.