Giuseppe Romano (Jioriu) – Sogno
Vorrei programmare il cuore con un algoritmo in grado di eliminare il dolore.
Vorrei programmare il cuore con un algoritmo in grado di eliminare il dolore.
Mi piace pensare che dopo il giorno arriva la notte e con lei i miei sogni e con i miei sogni tu.
Smettete di sognare poiché vi illudete, vivete la realtà perché la vita quotidiana può sorprendere regalando belle sorprese, esperienze di crescita, e farvi conoscere persone speciali; tutto questo accade sempre all’improvviso e quando credete che tutto sia un vero schifo.
La realtà più bella delle nostre vite è la fanciullezza: essa ci accompagna, come un sogno, per tutto il nostro cammino.
Anche i sogni possono sanguinare.
C’è chi passa il proprio tempo a sognare, chi a tentare di realizzare il suo sogno. E poi ci sono io, che lo passo a raccogliere i cocci di quei sogni andati in frantumi.
Mi hanno tolto il cassetto e mi è difficile sognare. Tolgo il legno dal cuore, i chiodi dalle mani le tarme dalla testa e ci penso io a ricostruirmelo; uno che non sappia di muffa che ci passi la mano e senti la radica e la cera. Uno che sai che dentro c’è il pizzo che orna le sottane da donna, uno che lo apri e senti profumo di lavanda e gelsomino, uno che sia in grado di custodire le sue preziosità, uno che cela tra segreti, misteri e merletti. Dentro, stavolta, ci tengo la pistola: se ti avvicini sei morto! Il mio sogno nel cassetto è imparare di nuovo a sognare.