Guglielmo Seller – Frasi in dialetto
Ti rispetto se tu mi rispetti ricordatelo sempre e nu to scurda mai!
Ti rispetto se tu mi rispetti ricordatelo sempre e nu to scurda mai!
Si sono nato il 1956, ad aprile ed è pure nevicato, il trenta sono sbocciato dalle cosce fredde di mamma. Nonno paterno appena mi ha veduto, moro di Venezia m’ha nominato. A mio fratello, nato du anni prima, fariseo invece l’ha classificato. A mi sorella, dopo un lustro, l’ha schedata come ochina. Quando alla fine sono resuscitato, la mia morte fittizia non ha fatto nà notizia, mamma che ancora non sera riscaldata, una scrollata de spalle ha data. Mi fratello non ha chiuso neanche l’ombrello e mia sorella più sciocchina è rimasta in vetrina. A papà paraculo, che tutto sera pappato, con l’osso più duro, senza risparmiasse neppure er core malandato e trent’anni prima se ne annato, ma tu padre ubriacone, come faceva a sapere la fine della canzone?
La vita e come il caffe senza zucchero, e amara ma ha il retrogusto dolce!
Chiove n’cape ò ricco. Chiove n’cape ò povero. Ò ricco vene scarfate, s’asciutto, rimane sane. Ò povero non l’asciutto nisciuno, care malato e more bagnato.Piove in testa al ricco. Piove in testa al povero. Il ricco viene scaldato, si asciuga, rimane sano. Il povero non lo asciuga nessuno, si ammala e muore bagnato.
Ascolto Eminem rappare ma non so cosa sta dicendo ma comunque mi vengono i brividi, ascolto Einaudi suonare il pianoforte e non so quali note stia suonando e comunque mi commuovo. A volte ascolto la musica e non capisco come fa a raggiungere la mia anima e a toccare il mio cuore se io di lei non so niente.
Siché doncaSiché donca, tri cunchin furmen concacinc e tri ott San Giacúm e tri Tresenda.Ura de la fin… en s’è finit sü a Tei a fa la marenda!AlloraAllora, tre piccole conche fanno una concacinque e tre otto San Giacomo e tre TresendaAlla fine siamo finiti a Teglio a pranzo.
L’invidia è proprio na stronzata, te se rivorta contro come na frittata.