Guido Paolo De Felice – Desiderio
La tua diffidenza, i tuoi pugni chiusi, le tue cicatrici. La mia pazienza, i miei sorrisi, le mie carezze. I nostri occhi. Le nostre mani.
La tua diffidenza, i tuoi pugni chiusi, le tue cicatrici. La mia pazienza, i miei sorrisi, le mie carezze. I nostri occhi. Le nostre mani.
Tutto ciò che viene ardentemente desiderato, quando accade diventa magico. Lascia dentro di noi una gioia capace di mutare un’esistenza grigia, in un’appagante e dignitosa realtà.
Voglio poterti toccare le mani… senza avere una ragione valida.
Quieta i miei pensieri e nel buio tempestoso pacifica il mio cuore.
In campo di concentramento ho capito il rapporto che si può stabilire – ironico e profondo – fra il cibo e l’immaginazione magica.È la carenza che fa galoppare i sensi e trottare la fantasia. La mancanza sta all’origine di tutti i pensieri desideranti. E anche di tutte le deformazioni più o meno segrete del pensiero.
Se sei da solo, sarò la tua ombra.Se vorrai piangere, sarò la tua spalla.Se desidererai un abbraccio, sarò il tuo cuscino.Se avrai bisogno di essere felice, sarò il tuo sorriso.Ma se avrai bisogno di un amico, non sarò altro che me stesso.
Il peccato prende la forma del desiderio.