Guido Vicentini – Filosofia
Non esiste legge, politica o religione che possa essere anteposta alla coscienza.
Non esiste legge, politica o religione che possa essere anteposta alla coscienza.
I numeri viaggiano, perché non possono restare; viaggiano per ritrovarsi, poiché gli hanno sciupato il tempo, e non riescono più a guardare. I numeri viaggiano, rischiando tutto ciò che hanno, perché seppur lacerati dall’impetuosa tormenta, non hanno smesso di sognare. I numeri hanno un cuore capace di amare; i numeri hanno un’anima, in grado di sentire, i numeri hanno un corpo, che non si può ignorare, e ci vengono a cercare, perché vogliono farsi amare. I numeri hanno tutto quel che serve per non essere chiamati in %, perché i numeri sono uomini da amare.
Ne sono certa: le parole non sono un’arma. Esistono per loro stesse, per amore di quello che spiegano e raccontano, e per la realtà che si respira tra le righe.Sono sempre le azioni, invece, che, nel bene o nel male, costruiscono o distruggono.
L’oscurità non è la notte. È un senso di buio nel profondo dell’esistenza trasformata, riempita di nulla, anche nella luce del sole.
L’ozio è il padre della filosofia. Di conseguenza la filosofia è un vizio?
L’uomo vuole la felicità e si ostina a cercarla, ma non sarà mai felice perché non si accorge che l’ha già trovata, essa è là a portata di mano, celata nelle cose semplici.
Bisogna imparare a sperare nell’insperabile.