Heinz Gunther Konsalik – Abitudine
L’abitudine è lo stesso che la cecità.
L’abitudine è lo stesso che la cecità.
La vita se pur con ingannevole sorriso va affrontata,non importa se ti delude, se non meriti questodevi tener duro, sperarealtrimenti cadrai nell’oblio più profondo,a volte si sta sull’orlo e si sta per cadere, a volte sei lontano dalla tentazione di buttarti…
Mesi di sedentarietà ti fanno capire che se pure in mezzo a tanta gente rumori musiche e caos… a volte capisci a quanto solo ti senti.
Al ciarlare e al salotto preferisco una buona tazza di tè e la compagnia di un libro.
L’abitudine è nociva, non tanto per la carne, ma per l’intelletto.
Ogni tanto prova a guardare oltre il mio sorriso.
Gli era accaduto in quel momento ciò che accade sempre alle persone che, all’improvviso, sono messe davanti all’evidenza di una cosa che fa loro vergogna. Egli non seppe atteggiare il suo viso alla circostanza, visto che la moglie aveva scoperto la sua colpa: invece di mostrarsi offeso, di negare, di giustificare, di chiedere perdono, magari di affettare indifferenza – tutto sarebbe stato meglio che quel che aveva fatto – il suo viso, proprio involontariamente (azioni riflesse del cervello, pensava Stepan Arkadevic, che si dilettava in fisiologia) s’era atteggiato al suo sorriso abituale, buono, e perciò stupido in quel momento.