Henri Beyle Stendhal – Abitudine
Nulla rende lo spirito angusto e geloso come l’abitudine di fare una collezione.
Nulla rende lo spirito angusto e geloso come l’abitudine di fare una collezione.
Molto spesso, scrivo solo per me. Diciamo che mi guardo allo specchio quando scrivo.
Spesso non ce ne rendiamo conto, ma siamo “malati di abitudine”. Chi è abitudinario accetta qualsiasi cosa, qualsiasi dolore. Per abitudine si vive accanto a persone odiose, che ci sono indifferenti, si impara a portare le catene, a subire ingiustizie, a soffrire, ci si rassegna al dolore, si è impotenti nel reagire. L’abitudine è il più spietato dei veleni, entra in noi lentamente, silenziosamente, cresce poco a poco nutrendosi della nostra vita, e quando ce ne rendiamo conto è ormai troppo tardi, ogni nostro gesto è condizionato, continuiamo ad “amare”, per abitudine, una persona “estranea”.
L’abitudine di veder sempre faccia di donna ha per effetto di farla trovar bella.
Le catene dell’abitudine sono troppo leggere per essere avvertite finchè diventano troppo pesanti per poter essere spezzate.
Prendere un’abitudine è cominciare a cessar di essere.
Spesso la luce del giorno nasconde l’anima sofferente tra anime indifferenti.