Giuseppe Acciaro – Abitudine
Si difende dal macigno della noia chi apporta anche solo piccole modifiche agli standard quotidiani.
Si difende dal macigno della noia chi apporta anche solo piccole modifiche agli standard quotidiani.
Mi si accusa di amare poco la mia città, ma ovunque vada essa mi viene dietro.
Esiliata lontano da lei, dolce rassicurante amante della lenta vita che scorre. Fiore da aprire, ma mai con sorpresa, il suo odore addormenta ma non inebria. Se tornasse nei miei giorni, forse mi sentirei a casa, ritroverei il viso a cui regalare un sorriso. Rimpiango un’azione prevedibile, un abbraccio conosciuto sin troppo bene. Il tempo mi allontana da questo stato e lamento la sua mancanza come una vedova che in cuor suo sa bene che il tempo non cura ma squarcia forte la sua ferita immortale.
I buoi ruminano il foraggio ché ancora vedono i prati verdi.
Ogni cosa la faccio con tante gocce d’amore, perché da ogni seme faccio spuntare la mia allegria, mentre non entra la tristezza, perché voglio sempre che il mio cuore sia felice.
Il disordine dà qualche speranza, l’ordine nessuna.
Vizio rinato, vizio peggiorato.