Henry Van Dyke – Morte
Molte persone hanno così tanta paura di morire da non riuscire a vivere.
Molte persone hanno così tanta paura di morire da non riuscire a vivere.
L’unico buon motivo per morire è l’aver imparato a vivere.
La differenza tra me e un impiccato è solo che i miei piedi, per ora, appoggiano ancora a terra.
La vita di Dio segue sempre la giustizia che sostiene, come per l’uomo. Quindi per non morire non avrebbe dovuto forzare un’Anima ad essere quello che non è, a costringere uno spirito più grande del Suo a rimanere nella Fede che irretirà l’Universo nella sua fine, forte proprio di questo spirito. Niente è vanità, tutto è sopravvivenza.
Noi diciamo che l’ora della morte non può essere prevista; ma, quando diciamo questo, immaginiamo che quell’ora si collochi in un fututo, oscuro e distante. Non ci sfiora lontanamente l’idea che abbia un legame col giorno appena cominciato, o che la morte possa arrivare questo stesso pomeriggio; questo pomeriggio che ci appare così certo, che ha ogni ora, già stabilita e programmata…
Pochi si rendono conto che la loro morte coinciderà con la fine dell’universo.
“Sono sempre i migliori quelli che se ne vanno” è comodo dirlo per l’innato senso di prevaricazione dell’uomo, chi muore ha perso, facile dire che fosse il migliore!