Ilaria Pasqualetti – Stati d’Animo
Quando decidi di toccare il cuore stai attento a non romperlo, rischieresti di distruggere una delle cose più belle di questo mondo, l’unica che riesce a contenere i veri sentimenti, e non sarebbe giusto.
Quando decidi di toccare il cuore stai attento a non romperlo, rischieresti di distruggere una delle cose più belle di questo mondo, l’unica che riesce a contenere i veri sentimenti, e non sarebbe giusto.
Sono attimi impalpabili, li sento nel suono del vento e nel profumo della vita, attimi in cui cerco respiri e risposte, quando il silenzio sarà capace di rubare lo spazio alle parole che si rincorrono nella mente, troverò me stessa e le mie scelte. Intanto respiro fino in fondo gli attimi.
È brutto sentirsi stranieri di un mondo a cui non senti di appartenere, un mondo che sembra rifiutare coloro che credono nei valori essenziali della vita, un mondo privo di persone capaci di sognare, di aiutarsi, di capirsi, che vivono come se avessero la presunzione di poterlo fare per sempre.
Appaio dura agli occhi di tutti, ma dentro sono fragile. Il dolore mi ha cambiata, mi ha trasformato in una donna all’apparenza senza pietà, ma solo io so cosa ho dentro. Le paure che si nutrono delle mie delusioni crescono sempre di più, rendendomi diffidente verso il prossimo. Piena di paura vivo costantemente nel timore di sbagliare ancora e di soffrire nuovamente, quindi me ne sto per fatti miei, senza nessuno che possa avere ancora la possibilità di tradirmi, di deludermi e farmi ancora male. Ecco, io sono il risultato di tutti gli stronzi che ho incontrato nel mio cammino.
A lei capitava spesso di passeggiare per le strade e non di “vederle” soltanto le persone, ma di soffermarsi a guardarle. E capitava di ritrovare in loro un po’ della sua timidezza, persone con sorrisi finti, che lei aveva imparato a riconoscere, lei lo sapeva, perché erano uguali ai suoi, bastava soffermarsi a guardare i loro occhi spenti, vuoti per capirlo. Allora aspettava di incrociare il loro sguardo per salutarle con un sorriso, ma uno di quelli veri però, come per dire “ho guardato i tuoi occhi, riconosco quel vuoto. Anche se non so cosa ti stia succedendo, ne uscirai”. Anche se non le aveva mai viste o conosciute e mai le avrebbe più incontrate. Perché lei sapeva cosa significasse la mancanza di un sorriso e nessuno che sapesse leggere i suoi occhi.
L’inatteso mette alla prova il mio buonsenso, mentre l’abitudine rimane in balia del nulla.
Quanto più mi vedi imbranato e sbadato quando sono con te, tanto più è sincero il mio sentimento di ammirazione rivolto a te!