Ilaria Pasqualetti – Stati d’Animo
Quando decidi di toccare il cuore stai attento a non romperlo, rischieresti di distruggere una delle cose più belle di questo mondo, l’unica che riesce a contenere i veri sentimenti, e non sarebbe giusto.
Quando decidi di toccare il cuore stai attento a non romperlo, rischieresti di distruggere una delle cose più belle di questo mondo, l’unica che riesce a contenere i veri sentimenti, e non sarebbe giusto.
Non si ha più nulla da perdere quando si è trovato ciò per cui vale la pena perdersi.
Alle volte il silenzio è l’urlo più forte per chiedere aiuto.
La fiducia è come un castello di sabbia difficilissimo da costruire, ma facilissimo da distruggere! Paragono allo stesso modo l’animo umano, e qualsiasi sentimento umano la sabbia sta rappresentando, la fragilità del rapporto umano, ma allo stesso tempo ogni piccolo granello di sabbia simboleggia un piccolo gesto che l’uomo compie per costruirlo, ci vuole tanta cura per rendere il castello forte, per questo bisogna costruirlo con calma, pazienza e meticolosità le torri, il primo piano poi il secondo e così via. Lo guardiamo con rispetto, perché non vogliamo lederlo in alcuna maniera! Poi, se analizziamo anche l’ambiante noi, costruiamo un castello di sabbia sulla spiaggia con il sole, quando il mare è tranquillo, perché non possiamo farlo se dentro di noi, c’è il mare in burrasca! Scegliamo di costruirlo lontano dal mare, perché abbiamo paura che un’onda anomala, infranga contro gli scogli e Passa distruggerlo! E quando accade, anche se, lo si ricostruisce con tanti sforzi, non si può utilizzare la stessa sabbia che si è utilizzata in precedenza, perché qualcosa inevitabilmente, cambia nel nostro animo, non ci sentiamo più dentro come prima, dopo aver ricevuto una delusione!
L’immensità del mare, ti può far “perdere”, tra le increspature delle sue onde; l’immensità del cuore ti può far “ritrovare”.
Son pochi i ricordi che porterò con me nel mio cammino. Il coraggio, delle mie azioni, e il coraggio delle mie non azioni, la calma è la virtù assai più grande dell’impeto. Le persone che ho perse, e che ho ancora, con le prime ho avuto saggezza, con le altre amore e furbizia. Nella fede, che nelle rare notti buie mi ha dato luce, nell’amore, quello che ho fatto, non aveva secondi fini, distinguendomi non per aver usato, l’intelletto ma il cuore. Poche cose per questa salita lunga aspettando la discesa e cercando la gioia.
Possiamo essere sereni ed equilibrati. Possiamo essere seri, pieni di valori e ricchi di umanità. Possiamo essere persone che sorridono, regalano pace e amicizia. Possiamo essere tutto ciò che vogliamo, ma ci sarà sempre una parte di noi “vuota” e “incompleta” fino a quando non ci sarà quel qualcuno capace di colmarci e completarci.