Ilaria Pasqualetti – Stati d’Animo
Non è il colore degli occhi che conta, è l’espressione che hanno, non conta se la bocca è sottile o carnosa, conta ciò che ne esce, non conta se i capelli sono biondi o neri, conta cosa c’è sotto.
Non è il colore degli occhi che conta, è l’espressione che hanno, non conta se la bocca è sottile o carnosa, conta ciò che ne esce, non conta se i capelli sono biondi o neri, conta cosa c’è sotto.
L’anima è lo specchio della vita, è racchiuso negli occhi di ognuno di noi, la conoscenza interiore da forza al nostro stato d’animo e al cuore. Quello che è più importante è l’amore per il prossimo, visto con gli occhi di un bambino, dove la purezza e la gioia che si legge nei suoi occhi ti fa stare bene, ma sopratutto ti fa stare in armonia e serenità con se stessi è vicino alla nostra anima. Sono le parole che escono dal cuore e chi ha un sentimento profondo potrà provare le stesse cose.
Quando scende la sera e i miei occhi cercano e non trovano i tuoi, il futuro sembra divenire sempre più scuro. Come il fulmine squarcia le tenebre i tuoi occhi illuminano i miei e il futuro s’illumina e si colora.
Son sicura che è centomila volte meglio ammettere i propri difetti che elargire qualità che non ci appartengono. Ne sono certa, questa si chiama umiltà!
Ci sono dei momenti in cui tutto sembra essere così sterile.
La cosa più semplice da fare a questo mondo è nascondersi dietro una maschera creata alla perfezione, modellata a regola d’arte per occultare una personalità scomoda. Una maschera per nascondere il marcio che c’è dentro. Ma molte persone non sanno, che la cosa più difficile è nascondersi per sempre (dietro quella maschera), perché la maschera non può tenere per sempre una realtà diversa da ciò che c’è dentro. Possiamo occultare, nasconderci, dietro una fittizia stabilità creata con finzione ed egoismo, ma la consistenza di ciò che c’è dentro anche se nascosto bene, prima o poi verrà fuori. Perché sarà il tempo a rivelare la sua vera natura.
Ho visto muoversi le foglie. La sensazione che il tramonto mi uscisse dalle spalle, portandosi dietro il rosso delle mie emozioni antiche, scricchiolanti, che l’autunno fa cadere dalle vene e rimanere all’ombra di querce che mi danno memoria del coraggio e dell’arresa. Il tempo suddiviso in fasi fa pavimento ed i passanti sono sempre troppi e poco attenti a ciò che resta a terra e si calpesta. Distratti. Protesi agli astri, diventano meteore. Vanno. Di bagliore in bagliore; scemano. Ed io sfumo.