Ingrid Rivi – Abbandonare
Amavo l’uomo che eri, non quello che è cambiato.
Amavo l’uomo che eri, non quello che è cambiato.
Non è che mi hai lasciato, hai solo perduto l’opportunità di avermi.
Non posso cambiare la situazione, posso solo cambiare il modo in cui decido di affrontarla. Io la sto affrontando nel modo più sbagliato che possa esserci, dandoti confidenza inutilmente. E tu ricambi solo con bugie su bugie, fingendoti interessato di qualcosa che in realtà non nutre il tuo interesse, cosicché ti senta gratificato e soddisfatto nel vedere che farei di tutto. Ho visto la fine prima che iniziassimo, hai visto che io ero cieca e tu sapevi già di aver vinto. Amici o amanti? Conoscenti.
Non c’è luce senza di te.
Vagavo per la città, spensierato e con quella grande torre che spiccava nel cielo, adesso è stata sommersa dalle nuvole, e poi quasi come se il sole l’avesse sciolta. Non sono più da quelle parti.
Succede spesso che a rimetterci in amore è chi ama troppo, mentre invece chi ama…
Libera di alzarti in piedi e urlarebattendo i pugni contro muri invisibiliscompigliando i capelli nella foga di parlare senza pronunciare parola alcuna.Libera di arrabbiarticalciando i sogni con la violenza di un pallone da calcio contro una porta senza portieree di voltarti verso gli spalti privi di spettatori.Libera di inaridire la mente con carta sgualcitache si rompe al contatto caldo delle maniche cade su un pavimento di marmo reso umido dalle lacrime.Libera di cadere, rialzarti e sbagliarecon il ginocchio dolorante, il sangue di una ferita mai rimarginatae i graffi sulle braccia tese verso un punto ignotoe un nuovo tonfo, una nuova discesa in un cilindro privo di luce e suonimentre una voce dall’alto chiama il tuo nome.Libera e ancora libera di riprovare ancora una voltase hai il coraggio di alzare lo sguardo e di tenderti verso l’orizzontedi camminare verso un sentiero non definito con uno zaino troppo piccolo per contenere il tuo passato e troppo pesante da portare da solalibera e ancora libera sei hai la forza di amare.