Italo Calvino – Libri
I lettori sono i miei vampiri.
I lettori sono i miei vampiri.
Con l’idee donna Prassede si regolava come dicono che si deve far con gli amici: n’aveva poche; ma a quelle poche era molto affezionata. Tra le poche, ce n’era per disgrazia molte delle storte; e non eran quelle che le fossero men care.
Voglio che la scrittura mostri come sono complicate le cose e sorprendenti. Voglio emozionare i lettori, ma senza trucchi. Voglio che pensino sì, quella è vita. Perché è la reazione che ho io di fronte alla scrittura che ammiro di più. Una sorta di meraviglioso sbalordimento.[…] non riuscivo a introdurre dei personaggi in una stanza senza descrivere tutti i mobili. Lei mi dice che Hemingway insegnava a non descrivere mai i personaggi. So tutto di quella regola. Ma tiro dritto.
Come ladro non valevo niente, ma come bugiardo devo confessare che sono sempre stato un artista.
L’inchiostro fluiva sul foglio, come il sangue le scorreva nelle vene.
C’è chi scrive per ricordare e chi legge per dimenticare.
Colui che saprà presagire al proprio destino dovrà sopravvivergli.