Jane Austen – Felicità
Io fui felicissima di essere stata risparmiata dall’affanno di vestirmi e andare ed essere stanca prima di essere a metà, così il mio vestito e il mio cappello sono ancora da indossare.
Io fui felicissima di essere stata risparmiata dall’affanno di vestirmi e andare ed essere stanca prima di essere a metà, così il mio vestito e il mio cappello sono ancora da indossare.
Il siero della felicità: gustare il meglio di ogni momento, per quello che è…se nel futuro quel momento dovesse ritornare, allora si sarà felicissimi di poterlo gustare ancora.
Anche un piccolo particolare a volte è capace di regalarmi momenti indelebili, non è necessario cercarli, essi arrivano quando meno me lo aspetto perché il destino li ha collocati nella mia giornata, attendendo pazientemente che io potessi coglierli. Stamani è capitato di nuovo, ho colto un particolare e mi sono emozionata, infondo sono proprio questi attimi che mi danno la voglia di sorridere sempre e di lottare ogni giorno la vita è meravigliosa, piena di colori, e sfumature che mi importa dei grandi eventi mi basta poco, sorrido, vivo, mi stupisco e con l’innocenza di una bimba avvolgo nel cuore il loro ricordo.
Un volto felice esprime un cuore pago, perché la serenità è un riflesso dell’anima.
La felicità non è desiderare ciò che ancora non abbiamo, ma continuare a desiderare di vedere con occhi nuovi, ciò che abbiamo già.
Le sensazioni che donano i fiori lasciano il ricordo nel loro profumo: percepiscile.
C’è un unico errore innato, ed è quello di credere che noi esistiamo per essere felici.