Jean Giono – Libri
Non credo alla funzione sociale degli scrittori.
Non credo alla funzione sociale degli scrittori.
Non ho posto nella tua vita. Avrei già dovuto rassegnarmi. E se anche tu lo volessi, non oseresti trovarmi un posto libero nella tua “realtà”. (…) Nascondi a lei il mondo della tua immaginazione e a me quello della tua realtà. (…) e qual è il luogo in cui vivi veramente, una vita completa?
La perdita dell’esclusività non era facile da accettare.
“Tu non sai quello che dici” rispose l’angelo.”Non c’è nessuna tragedia, ma l’inevitabile. Tutto ha la sua ragione d’essere: devi solo saper distinguere fra ciò che è transitorio e ciò che è definitivo.””Che cos’è transitorio?” Domandò Elia.”L’inevitabile”.”E che cos’è definitivo?””Le lezioni dell’inevitabile”.E dicendo questo l’angelo si allontanò.
Amo i libri, i caratteri stampati, l’odore della carta e anche semplicemente vederli lì sulla mensola a prendere polvere. Li amo davvero, il libro è storia, il libro è emozioni. Il libro è cultura. La lettura è imparare, la lettura è sognare. La lettura tiene viva la mente, il cuore, l’anima. Leggere è troppo figo. I ragazzi di oggi dovrebbero imparare a leggere di più e rincoglionirsi di meno.
“Non devi pensare che io sia infelice: non lo sarò mai più.” Mi lasciò secco, quella frase. Aveva la faccia di uno che non scherzava, quando la disse. Uno che sapeva benissimo dove stava andando. E che ci sarebbe arrivato. Era come quando si sedeva al pianoforte e attaccava a suonare, non c’erano dubbi nelle sue mani, e i tasti sembravano aspettare quelle note da sempre, sembravano finiti lì per loro, e solo per loro. Sembrava che inventasse lì per lì: ma da qualche parte, nella sua testa, quelle note erano scritte da sempre.Adesso so che quel giorno Novecento aveva deciso di sedersi davanti ai tasti bianchi e neri della sua vita e di iniziare a suonare una musica assurda e geniale, complicata ma bella, la più grande di tutte. E che su quella musica avrebbe ballato quel che rimaneva dei suoi anni. E che mai più sarebbe stato infelice.
Rivela il tuo segreto al vento, ma non lamentarti se lo dirà agli alberi.