Jean-Paul Malfatti – Omosessualità
Essere gay mi rende allegro anche quando sono triste.
Essere gay mi rende allegro anche quando sono triste.
Mai far incazzare un micio biondo con gli occhi verdi, può diventare più nervoso di una tigre maschio in calore.
Io sono, sia nel bene che nel male, l’essenza stessa di ciò che scrivo.
Provate a leggermi non con gli occhi di un critico letterale, bensì con quelli di un lettore esigente ma allo stesso tempo un po’ indulgente con gli aspiranti scrittori. E chissà, magari riuscirete a sentirmi con le orecchie del cuore e toccarmi con le dita dell’anima, anche senza conoscere le ragioni che stanno dietro le cose che scrivo e il modo in cui le scrivo.
I gay veri e propri non sono froci, sono omosessuali. I froci sono i finti gay, cioè gli etero che si “fingono ghei” per fare i modelli, scappare dal servizio militare, trarre vantaggio da alcune opportunità o semplicemente per attirare l’attenzione.
Se io fossi un guerrigliero imbraccerei un fucile, ma siccome non lo sono mi limito a imbracciare la mia pennamitraglia, tramite cui sparo le mie cartucce di fondate proteste e di giusta indignazione contro le discriminazioni e le ingiustizie di ogni sorta.
L’omosessualità non può essere considerata innaturale, in quanto è presente anche negli altri animali, mentre la stessa cosa non si può dire per la religione e il voto di castità, un religioso rimane comunque un uomo-animale con un istinto sessuale innato, reprimere questo istinto naturale significa andare appunto contro qualcosa presente in natura (impulso sessuale) per rispettare qualcosa che riguarda solo l’uomo (religione).