Jean-Paul Malfatti – Vita
Nella corsa per la vita tutti vogliamo far il ruolo del cane o, perlomeno, quello del gatto, ma essa ci coarta a fare anche quello del topo affinché scopriamo e, magari, capiamo qual è il vero spirito del gioco.
Nella corsa per la vita tutti vogliamo far il ruolo del cane o, perlomeno, quello del gatto, ma essa ci coarta a fare anche quello del topo affinché scopriamo e, magari, capiamo qual è il vero spirito del gioco.
Non si può combattere il male usando le sue stessi armi, senza rimanere sterilmente coinvolti in una lotta con l’irrazionale.
Per ottenere un diritto bisogna pretendere quello che non spetta.
Gli uccelli hanno le ali e i piedi, possono volare e camminare; loro preferiscono non mettere piedi a terra, perché hanno capito che la maggior parte della gente cammina con la falsità in tasca e l’invidia negli occhi.
Nella vita un pizzico di presunzione non guasta mai… anzi a volte se non ce l’hai sono veri e propri guai!Se però si rincara la dose si cade inevitabilmente nell’arroganza e questa è strettamente imparentata con la maleducazione e l’ignoranza!
Non è vero che il mio sorriso sia frutto sempre di una vita perfetta e priva di problemi. La mia vita è una vita come tante altre. Ricca di difficoltà, di problemi e dolori. Nella mia vita ho imparato a salvaguardare talmente tanto la mia serenità, la mia tranquillità quotidiana, le persone e le cose che davvero valgono che non riesco nemmeno più a voltarmi di fronte all’ignoranza.
Si arriva ad un punto della nostra vita in cui si capisce che nulla è per sempre. Il dolore, la felicità, le amicizie, gli amori, siamo un continuo cambiamento, una metamorfosi interminabile. Ma è proprio questo che ci fa andare avanti, l’essere consapevoli che la nostra vita è una sfida, un’ardua battaglia per la nostra felicità. Come un’araba fenice l’uomo deve rinascere dalle proprie ceneri, riprendere in pugno la propria esistenza e colmare i buchi lasciati da qualcuno che non è più degno di essere al nostro fianco. Ciò che ci blocca, tuttavia, è ciò che il cambiamento può portare. È la consapevolezza di lasciare il certo per l’incerto, l’ora per il poi, la nostra vita per un’altra vita. Ma a cosa serve ancorarsi a qualcosa che non si sente più proprio? A qualcosa che non ci appartiene e che ci fa vivere in un limbo di dolore? A questo punto non bisogna fare altro che osare! Prendiamo il coraggio di fare un grosso respiro e voltare pagina. È questa la vita per me: rigenerazione.