Johann Wolfgang Goethe – Verità e Menzogna
Gli anni sono come i libri sibillini: più se ne consuma, più diventano preziosi.
Gli anni sono come i libri sibillini: più se ne consuma, più diventano preziosi.
“La verità” ha tante sfaccettature. Ha un impronta che si chiama calvario, lungo, difficoltoso e intriso di lebbra contagiosa. Ha un tempo che si chiama disposizione… e un’emozione che si chiama empatia. Molte volte viene frantumata in mille pezzi, da chi non conosce niente oltre ad arroganza ed egoismo. Ma la “verità” ha radici solide, può essere derisa, offesa, comprata, venduta, ma la sua natura non cambia, è alimentata dalla luce che la contraddistingue e non è come sua sorella (bugia). Lei ha gambe lunghissime che non conoscono la parola “difficoltà ed ostacoli”.
Bisogna imparare a dire la verità. Per dire la verità, bisogna essere diventati capaci di conoscere che cos’è la verità e che cos’è la menzogna… soprattutto in se stessi.
Alcune persone agiscono, parlano e scrivono come se strappassero ortiche a mani nude; altre, invece, come se buttare nel fuoco altra legna impedisse all’acqua di spegnerlo.
Il coltello ferisce da vicino, le parole a qualsiasi distanza.
La sincerità è quando le promesse e le attenzioni dei momenti buoni restano coerenti anche nei periodi bui.
Una bugia diventa una verità fino a quando deciderai che la verità è ciò che vorresti sentirti dire.