Johann Wolfgang Goethe – Verità e Menzogna
Gli anni sono come i libri sibillini: più se ne consuma, più diventano preziosi.
Gli anni sono come i libri sibillini: più se ne consuma, più diventano preziosi.
Le voci corrono sempre veloci e spesso molto più veloci della verità. Ma le voci poi si perdono, si tradiscono e una volta raggiunte dalla verità decadono.
La menzogna se ne va in giro come uno zingaro lasciando nel deserto la voce della verità!
Ho capito cosa fosse una bugia, non quando l’ho ascoltata, ma dal dolore che ha lasciato in me il cadere della sua maschera dietro la verità. Ho capito cosa fosse il tradimento non mentre lo subivo, ma quando i miei occhi lo hanno visto, il mio cuore ha percepito e la mia mente capito… Ho capito chi eri tu quando dietro a tutto questo ho visto le mie certezze cadere ed ho cominciato ad intravederti per ciò che veramente eri!
Non esiste un uomo, né una divinità, che incarni in sé il bene, o la giustizia, o la vita, e ne sia la sua rappresentazione. Ogni uomo, o Dio, in fondo seguono i propri desideri. Così il male si riconosce solo dalla Morte, e non esiste uomo o Dio che ne sia immune, e la Morte riconosce il Male che l’ha provocata. Dal desiderio, che non tiene conto se si vive o si muore, vuole, brama, cerca la Morte chiamandola Vita. Cos’è il Male se non il desiderio di uccidere per vivere, di avere dalla Morte sia spirito che materia, per l’illusione di poter essere.
La verità è immortale, l’errore è mortale.
Non sempre amore più amore fa Amore. A volte fa Tradimento!