John Kenneth Galbraith – Progresso
La produzione non fa altro che riempire un vuoto che essa stessa ha creato.
La produzione non fa altro che riempire un vuoto che essa stessa ha creato.
Il mostro che avanza, corrompendo, coprendo il suolo di nero, di nebbia il cielo, di sangue l’anima, di veleno gli occhi e le orecchie; avanza facendosi strada nella città di rovo, dove la gente è disordinata, dove le menti sono libere; niente acqua per le loro terre, solo petrolio che ingrassa il cuore. Starne fuori è libertà, non esserne corrotti è forza d’animo, pensare di barattare l’anima per un briciolo di potere è oppressione, rassegnazione ed infine, annientamento.
Nelle città c’è nervosismo, infelicità, inquinamento, anche acustico, mancanza di spazio e credete che tutto questo sia evoluzione. Fa ridere.
La materia, una formula conveniente per descrivere cosa succede dove non ce n’è.
Alla fine non ci saranno più essere umani ma solo robot.
Si è e si rimane schiavi fino a quando non si è appresa l’arte del pensare.
La geniale invenzione nasce sempre dall’uomo isolato, ma solo l’opera tenace di pazienti ricercatori con mezzi larghi e adatti può efficacemente svilupparla e utilizzarla.