Jorge Luis Borges – Stati d’Animo
Non si può restituire in altri quelle illusioni che sono morte in noi.
Non si può restituire in altri quelle illusioni che sono morte in noi.
Il tedio non è la malattia della noia di non aver nulla da fare, ma una malattia più grave: sentire che non vale la pena di fare niente.
Cosa aspetti chiese il pensiero al cuore, il cuore rispose il sole che asciuga la pioggia che c’è dentro di me.
Deve essere questo il mio più grande errore: nella vita accumulo, ma mai cancello… cose, persone, sono tutte lì… nella mia testa e nel mio cuore… ma come possono entrare cose e persone nuove… se non riesco a liberarmi di quelli che fanno parte del mio passato…? Nonostante la loro vastità… nel cuore e nella testa… non si può contenere tutto… si rischia di impazzire…Ed io sto impazzendo.
Non c’è cosa più brutta, quella di non essere capita, soprattutto da chi pensavi essere tuo amico! Gli amici sono altro per me, gli amici restano, gli amici ti cercano, gli amici ci sono, gli amici non pensano solo a sé!
Spesso ho paragonato la mia vita ad una stanza con sole due aperture, in una si entra e un’altra si esce; e dato che nessuno mi poteva dire dire cosa poteva succedere prima di entrare che cosa o dopo che uscito. Ho dovuto a ragion veduta, ammettere che con me coabitava per l’intera vita fratello “Mistero”. Ovvero per chi come me ha l’intuito di affidarsi a Dio, nostro comune Creatore, ecco che si apre come magia una “piccola finestrella”, un terzo varco quindi, dal quale si vede entrare un bagliore di Luce di nome sorella Speranza.
Adoro quelle persone che conoscono il senso della “distanza”, mai troppo vicine, mai troppo lontane, sempre al tuo fianco pronte ad esserci.