Jorge Real – Filosofia
È l’occhio di chi guarda a decidere che nome dare a ció che crede di vedere
È l’occhio di chi guarda a decidere che nome dare a ció che crede di vedere
Il telefono non ravvicina, anzi, conferma le distanze. Non si è in due come in una conversazione, poiché non ci si vede. E non si è nemmeno soli come davanti a un foglio di carta che permette, mentre si parla all’altro, di parlare a se stessi, di cercare e di trovare la verità.
Se sei sincero e dici le cose in faccia vieni reputato male, se stai zitto credono che parli alle spalle e se parli alle spalle dicono che sei un vigliacco… Beh allora come bisogna comportarsi? Io scelgo l’indifferenza e faccio finta di niente.
Si ama ciò che si perde, perché è nella caducità che noi viviamo come alberi senza radici, come foglie in balìa del vento.
C’è sempre una canzone che ci accompagna, qualsiasi sia lo stato d’animo in cui ci troviamo.
Se piangessi stelle le mie lacrime si vedrebbero di più.
I sogni sono le cose più importanti che abbiamo… eppure… in una società come la nostra… smerciamo essi per la comodità, per il facile e lieto vivere… Esistere è dunque meglio che vivere? Tutti quanti mi dicono che non vorrebbero esistere come attualmente fanno, eppure perché nessuno ha il coraggio di ribellarsi ad una società come quella attuale dedita al vile denaro e così contro a quelli che un tempo erano giusti modi di vivere: come ad esempio quello di seguire i propri sogni?