Katherine Rose – Abitudine
Siamo storie viventi, libri in lettura.
Siamo storie viventi, libri in lettura.
E poi ti abitui. Ti abitui a non vedere più quel ragazzo. Ti abitui a non avere più quell’ansia che avevi ogni volta prima di vederlo. Ti abitui a non cercarlo più e a non vedere più quel display che si illumina, a non incrociare più le tue mani con le sue, a non sfiorare più quelle labbra che ogni volta ti faceva battere il cuore a mille. Ti abitui e non sentire più il suo respiro addosso al tuo, ti abitui a stare senza di lui. Ti abituerai a tante cose, ma l’unica cosa che so è che non si potrà dimenticare mai niente.
È credenza comune pensare che la felicità dipenda dal tempo libero.
L’abitudine è in qualche modo simile alla natura, giacché “spesso” e “sempre” sono vicini; la natura è di ciò che è sempre, l’abitudine di ciò che è spesso.
Non rimediare ad un errore commettendone un altro.
Non sono le differenze la causa di una rottura, senonché l’incapacità di sopportarla e darle il giusto peso.
La lunga abitudine del vivere non ci allena a morire.