Klara Erzsebet Bujtor – Filosofia
Perché il rumore della vita mi da fastidio, e solo nella solitudine trovo la mia libertà? Ogni legame è un anello nella pesante catena, che mi lega alle vite d’altrui, soffocando la mia.
Perché il rumore della vita mi da fastidio, e solo nella solitudine trovo la mia libertà? Ogni legame è un anello nella pesante catena, che mi lega alle vite d’altrui, soffocando la mia.
Solo chi scrive riesce a raccontarsi, chi legge impara a capirsi.
Il cielo è un farso vedere, dove finisce l’aria incomincia l’infinito.
La domanda è: chi è che domanda.
Il dotto, l’uomo di scienza medio, rispetto a un genio, e cioè a una creatura che o genera o partorisce, nel più ampio senso di ambedue i termini, ha sempre qualcosa della vecchia zitella: come questa infatti non se ne intende di questi due preziosissimi doveri dell’essere umano.
Il silenzio, quando troviamo uno spazio nell’infinito.
Se uno degli ascoltatori, non a scopo di contesa né per scherzare, ma seriamente dovesse rispondere, dopo aver riflettuto, a che cosa deve essere riferito questo nome, il “non essere”, in riferimento a che cosa e per quale oggetto noi crediamo che egli ne farebbe uso e che cosa indicherebbe a chi lo interroga? Ma questo almeno è chiaro, che il “non essere” non deve essere riferito a qualcuno degli enti. Ma noi diciamo che, se s’intende parlare correttamente, non bisogna definirlo né come unità né come molteplicità e neppure assolutamente chiamarlo con il “lo”, perché anche con questa espressione lo si designerebbe con una specie di unità.