Lella Mei – Stati d’Animo
Non c’è più cieco di chi non vuol vedere.
Non c’è più cieco di chi non vuol vedere.
Povero corpo mio, la furia del tempo ti ha vissuto, fra le sue onde tu hai navigato, hai guardato sempre avanti facendo finta che tutto fosse in sintonia con il vivere, quanta paura per un acciacco. Ora senti gli anni pesare, ti sforzi e vuoi ritornare quel giovane che eri, questa vita vestita di vecchiaia riscopre ora la sua giovinezza interiore: questo suo spirito che non muore.
– Mi porterai le arance quando verrai a trovarmi nel manicomio?- No.- Perché?- Perché ci sarò pure io,… nel letto di fronte a te!
Mi piace credere che il meglio lo stia ad aspettare.
Non dimentico le promesse della notte.
Non sono mai riuscita ad essere veramente cattiva e stronza, ma posso assicurarvi che in questi ultimi tempi ho imparato benissimo.
L’alba di un nuovo giorno colora il cielo. Ho raccolto i sogni che la notte ha tentato di donarmi. Sono preziosi come un vetro soffiato, delicati come lui, ma una piccola incrinatura li ha frantumati come cristalli. Li ho lasciati cadere, ed il loro rumore è l’infrangersi della pioggia sui vetri.