Leonardo Cantoro – Figli e bambini
Insegnare ai propri figli il “non volo” significa che chi insegna ha paura di volare. Chi insegna non deve insegnare la “propria” vita ma la vita!
Insegnare ai propri figli il “non volo” significa che chi insegna ha paura di volare. Chi insegna non deve insegnare la “propria” vita ma la vita!
I bambini sono le persone più indifese della nostra terra.Sono angioletti di Dio a dimostrazione che la vita non è solo guerraSono venuti a noi con la speranza che possano farci capireQuanto questo piccolo essere possa farci gioireSiamo noi, genitori che li abbiamo tanto desideratie questo è il primo motivo perché non debbano essere maltrattatiUniamoci tutti, noi persone civili, in questa settimanadedicata alla difesa di tutti voi, cari e adorati bambini…
Ti sosterrò, sempre e comunque: quando barcollante muoverai i tuoi primi passi, quando incuriosito e un po’ impaurito inizierai l’asilo, quando ti sentirai grande per l’inizio della scuola, quando piangerai ci sarò per consolarti, quando riderai ci sarò per farlo con te, quando avrai paura ci saranno le mie braccia a fermare i tremiti, quando sbaglierai ci saranno le mie parole a rimproverarti e a spronarti, quando crescerai io ci sarò sempre e comunque perché una mamma, una vera mamma sostiene sempre i suoi figli.
Ogni creatura esistente sulla faccia della terra, dalla più piccola alla più grande, ha un’importanza equivalente alla nostra!
L’onestà, il coraggio, la chiarezza, il rispetto e la sensibilità sono come l’educazione, si apprendono in casa, perché alla fine sei quello che ti vivi!
La sfida più grande per un figlio è quella di riuscire ad eguagliare le opere di un genitore.
La vita cominciò a germogliare nel tuo ventre, per sbaglio. Per errore perché non era amore, per sbaglio perché il tuo corpo non avrebbe dovuto annaffiare alcun fiore. Il tuo desiderio e la vita sono componenti che vincono sempre, così niente avrebbe più potuto recidere quel fiore che in te si formava. Avevi contro il corpo e la vita, gli affetti e gli sciacalli, ma di battaglia in battaglia facesti in modo che il condottiero della crociata fosti tu. L’eroe vittorioso. Avrebbe potuto non esserci se il più eroico condottiero della vita non si chiamasse “madre”. Uomo non può capire, persino può pensare travisando la realtà, che l’atto d’amore più grande dell’essere umano possa chiamarsi egoismo.