Lerro Menotti – Stati d’Animo
Era talmente ipocondriaco fino al punto di pensare che il guarire avrebbe potuto nuocergli.
Era talmente ipocondriaco fino al punto di pensare che il guarire avrebbe potuto nuocergli.
E le ali mi diventano scapole e le scapole si sgretolano sotto il peso di piume irrorate di paure.
Amo, parlo, vivo, come tutti gli altri, ma a differenza di molti non parlo tanto per parlare, non amo per giocare e non vivo per rompere le palle agli altri.
L’uomo a cui è dato da soffrir più degli altri, è degno di soffrire più degli altri.
Resta chi non teme il freddo dei miei inverni.
Diciamoci la verità, l’estate è la stagione che preferiamo perché ci denuda la ragione ancor prima che la pelle, ci libera dal pensiero attivo, inutile orpello a ferragosto; un mojito e qualche sorriso per il fotografo e chi se ne fotte del resto, poi si vedrà, perché l’inverno, con i suoi lunghi silenzi, ci obbliga troppo spesso a dialogare con noi stessi, ci sbatte in faccia la verità con poca grazia, così come la tramontana fa con le persiane.
Spesso non riusciamo a dare forma ai nostri pensieri, ma quando ci riusciamo i nostri sogni, le nostre emozioni, i nostri sentimenti prendono vita. Ci prendono per mano e ci accompagnano in lungo cammino, la vita.