Lilly C. Arcudi – Libri
Spesso un libro sa essere un buon compagno di vita perché riempie più di quanto possa fare un essere vivente.
Spesso un libro sa essere un buon compagno di vita perché riempie più di quanto possa fare un essere vivente.
Coloro che inconsciamente disperano ma indossano la maschera dell’ottimismo non è detto che siano saggi; ma coloro che non hanno rinunciato alla speranza possono riuscire soltanto a patto di mostrarsi tenaci realisti, di far gettito di tutte le illusioni e di valutare appieno le difficoltà. Questa lucidità mentale costituisce l’elemento che distingue gli “utopisti” presenti a se stessi e gli “utopisti” che sognano ad occhi aperti.
Oh, Valentina, Valentina! Se fossi io voi! Se io mi sapessi amato, come voi siete sicura che vi amo, io già avrei passato la mano tra le sbarre di questo cancello, ed avei stretto quella del povero Massimiliano dicendogli: “a voi, a voi solo, Massimiliano, in questo mondo e nell’altro”.
Nessuna parola, o frase o storia può cambiare la verità: essa è immobile al di fuori del tempo e della volontà. Ecco perché cancellandole o odiandole vedendo quanto spiegano esattamente la realtà in cui si vive, non cambia il loro svolgimento, perché esse sono soltanto carta e inchiostro, o memoria di un computer, che il tempo consuma. Quello che spiegano, se è verità, arriverà fino alla fine. Se non lo è, chi vorrebbe farla diventare quello che non può essere, si perderà nella verità scomoda che tentava di cambiare. Avere non fa l’essere, non avere non cancella quello che è. E Dio, suo Figlio e i suoi angeli, finalmente libereranno l’universo dalla loro cornuta, avida, invidiosa, drogata e inopportuna presenza. Il prezzo matematico sarà tuttavia molto alto: visto che hanno voluto tutto, assassinando e drogandosi di spirito, non avranno né saranno più niente. Sarà una lenta morte per overdose. Ma possono invertire la matematica, rovesciare la scienza, far si che la morte diventi vita. Sparandosi… nel sistema un altro po’ di spirito, di maschere, diventeranno così più forti e più intelligenti.
Il punto di fuga è quello da cui partono infinite linee: basta seguirle, per scoprire altrettante realtà, dimensioni, mondi. Non è solo un modo per fuggire, ma anche per capire quanto siano risibili le cose che ci sembrano assolute, se appena le guardiamo da lontano. E tornare, serve a riguardarle da vicino con occhi diversi.
Se riesci a scrivere le meraviglie del tuo paradiso nella materia del tuo cervello magari non trasporterai nella tua testa la loro realtà miracolosa, ma la loro forza, quella sì. Vivrai solo consacrazioni. I momenti che lo meriteranno saranno coperti con un mantello di ermellino e incoronati nella cattedrale del tuo cranio. Le tue emozioni diventeranno le tue dinastie.
Nei libri ho incontrato l’universo: assimilato, classificato, etichettato, pensato, temibile anche; e ho confuso il disordine delle mie esperienze libresche con il corso casuale degli avvenimenti reali. Da ciò venne quell’idealismo per disfarmi del quale ho impiegato trent’anni.